Trovare tesori a Roma: le biblioteche
Il POC “Chi cerca trova” ha coinvolto studentesse del liceo delle scienze umane e del liceo classico del nostro istituto, unite da interessi comuni che le hanno portate a stringere amicizia tra loro e a visitare diverse tipologie di biblioteche presenti a Roma. Accolte dalla Dottoressa Daniela Ukmar e dal suo staff (Biblioteca Mameli), dalla Dottoressa Chiara Gironi (Biblioteca Vallicelliana), dalla Professoressa Daniela Fugaro (Biblioteca Universitaria Alessandrina), dalla Dottoressa Claudia Borreca e dal Dottor Luca Moretti (Biblioteca Vilfredo Pareto), persone animate da entusiasmo e grande professionalità, le nostre studentesse hanno potuto conoscere la vita e il lavoro nelle biblioteche. Il percorso è iniziato dalla Biblioteca comunale “Goffredo Mameli”. Presa visione delle raccolte librarie sistemate a scaffale aperto, le ragazze hanno consultato l’emeroteca online dalle postazioni presenti e hanno potuto assistere a uno degli incontri settimanali della “Lettura ad alta voce” per bimbi da 0 a 3 anni promossa dalle biblioteche comunali di Roma.
La Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele, maestosa per la grandezza e l’universalità del suo posseduto, ma con accesso precluso a utenti minorenni, ha offerto alle studentesse la possibilità di visitare “Spazi900”, un percorso coinvolgente tra scritti, ricostruzioni, video e audio su autori di letteratura italiana che hanno segnato la storia del Ventesimo secolo.
Con la visita alla Biblioteca Vallicelliana le studentesse si sono ritrovate immerse in un passato ricco e sorprendente di cui hanno potuto apprezzare il fascino e le suggestioni.
Durante la visita alla Biblioteca Alessandrina presso Università Sapienza, le studentesse sono state portate a visitare anche le stanze di deposito e hanno potuto toccare volumi e pergamene antiche (manoscritti, incunaboli), hanno potuto inoltre vedere da vicino delle minute di Leopardi.
L’osservazione del lavoro costante e tenace di chi fa ricerca ha riportato le studentesse nell’età contemporanea grazie all’incontro presso l’Università Tor Vergata. Entrando in uno dei laboratori della facoltà di ingegneria hanno potuto vedere da vicino un microscopio elettronico e un diffrattometro a raggi x. Nella biblioteca Vilfredo Pareto della facoltà di Economia, hanno visto il peso crescente che sta assumendo in alcuni settori di studio la digitalizzazione di libri e letteratura grigia e la loro condivisione a livello interuniversitario.
In un pensiero espresso nella relazione finale di una delle alunne del corso POC si può cogliere una sintesi del senso dell’intero percorso: Prima pensavo che le biblioteche servissero solo a conservare i libri, ma ho scoperto che in realtà sono luoghi di conoscenza, di conservazione della memoria, di dialogo tra culture… Ora vedo le biblioteche come posti vivi, pieni di storia, di incontri, di opportunità.
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